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SOMATIZZAZIONE: LA SOFFERENZA MENTALE SI MANIFESTA SUL CORPO

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La somatizzazione riveste un ruolo importante tra le malattie psichiche poiché evidenzia come il corpo sia un perfetto strumento di comunicazione di un disagio psicologico. Alla domanda, dunque, se le emozioni possono essere espresse tramite il corpo, la risposta è sì!

La somatizzazione, più precisamente, è quel processo che può portare al disturbo psicosomatico. Infatti, con tale termine si intende il meccanismo che trasforma i processi psichici in somatici, coinvolgendo il sistema nervoso, endocrino ed immunitario. In altre parole i disturbi psicosomatici si manifestano con sintomi fisici che suggeriscono l’esistenza di un disturbo organico.

Il disturbo da somatizzazione è abbastanza durevole nel tempo e rappresenta una sorta di adattamento a circostanze esterne o interne mancato o distorto che limitano la capacità di adattarsi con successo agli eventi della vita.

Manifestazioni della Somatizzazione

I sintomi di un disturbo psicosomatico non derivano né da una condizione medica generale né dagli effetti di una sostanza, ma solo dalla presenza di una sofferenza psicologica. L’ansia, la sofferenza, emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e trattenute, situazioni di stress continuo, trovano una via di scarico immediata nel corpo. Queste attivano il sistema nervoso autonomo che a sua volta risponde con reazioni vegetative a diversi apparati, quali:

  • Gastrointestinale con nausea, colite, ulcera, gastrite.
  • Cardiocircolatorio con aritmia, ipertensione, tachicardia.
  • All’apparato urogenitale con dolori e/o irregolarità mestruali, disfunzioni dell’erezione e/o dell’eiaculazione.
  • Muscolare con cefalea, crampi, torcicollo, dolori muscolari.
  • Disturbi della pelle, forse la più comune, con acne, psoriasi, dermatite, prurito, sudorazione eccessiva.

I disturbi psicosomatici vengono a crearsi, dunque, a partire da un’interazione di problematiche psicologiche, psicosociali, ambientali e fisiologiche. Problemi legati ad eventi di vita, allo stress sul posto di lavoro o in famiglia, relazioni di coppia che non sono di qualità, uno stato d’animo sofferente sono tutti fattori che aumentano il livello di sofferenza della persona. Le emozioni giocano in tutto ciò un ruolo fondamentale, perché esse sono energia e come tale se non espressa o ben indirizzata possono creare o aggravare dei sintomi a livello organico.

La difficoltà che spesso si crea è che la persona fa fatica a capire se si trova di fronte ad un problema fisico o a qualcosa di più complesso. Non riesce a dare un nome o una definizione precisa al suo disagio e questo crea inevitabilmente ancora più ansia e stress.

Come affrontare i disturbi psicosomatici?

Un primo intervento medico è certamente necessario per escludere problematiche organiche. Ma non può essere l’unico in quanto non approfondisce le cause a monte del problema. Con la somatizzazione, la psiche sposta il problema sul corpo. Il lavoro terapeutico fa esattamente il contrario: riporta l’attenzione sulla parte psicologica, emotiva e relazionale del problema. Si cerca di capire da dove è partito il disturbo per poi poter lavorare per il benessere presente.

Altro obiettivo è quello di analizzare la relazione fra le situazioni che creano disagio e le abituali reazioni fisiche, emotive e comportamentali con cui la persona risponde. L’intento è quello di apprendere nuove e più adattive modalità di reazione e relazione.

Infine la persona insieme al terapeuta dovranno individuare e ristrutturare quei pensieri ricorrenti, gli schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle reazioni fisiche, emotive e comportamentali che creano disagio.