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COS’É LA SPIRALE DELLA DEPRESSIONE E QUANTE “DEPRESSIONI” ESISTONO

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Già nel lontano 2017, L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimò che nel 2020 la depressione sarebbe stata la causa principale di assenteismo dal lavoro e nel 2030 sarà la malattia più diffusa. Tutto questo ben prima che si sviluppò la pandemia del Covd-19. Infatti, da recenti stime, hanno visto crescere di 53 milioni di casi di depressione maggiore (+28%) e 76 milioni di casi in più di disturbi d’ansia (+26%) nel mondo direttamente collegati alla pandemia. Se questo non bastasse, oltre il 40% degli italiani ha riportato un peggioramento dei sintomi ansiosi e depressivi durante il lockdown. E questo non è tutto. Ci sono tanti fattori che aumentano il rischio di una sintomatologia depressiva: il genere, le condizioni economiche, il lavoro, lutti importanti o inaspettati, etc.

COS’È LA DEPRESSIONE

Il senso di depressione viene spesso descritto come vedere il mondo attraverso degli occhiali con le lenti scure. La depressione, in particolare, è un disturbo del tono dell’umore. Attenzione, dell’umore, non dell’emozione c’è differenza. L’umore è generalmente flessibile: quando viviamo eventi o situazioni piacevoli, questo flette verso l’alto, mentre flette verso il basso in situazioni tristi o spiacevoli. Chi soffre di depressione ha difficoltà a mantenere questa flessibilità. Il suo umore tende ad essere costantemente flesso verso il basso.  Spesso chi presenta i sintomi depressivi mostra frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza, malumore e con pensieri negativi circa sé stessi, gli altri e il proprio futuro.

Non c’è solo l’umore. Ci sono molte componenti della depressione diverse dalla sola flessione del tono dell’umore:

  • Conseguenze legate alla tristezza come solitudine ed apatia.
  • Un concetto di sé negativo associato a rimproveri e auto-colpa.
  • Desideri auto-punitivi, di fuga o di morire.
  • Cambiamenti dei propri ritmi biologici.
  • Cambiamento nel livello di attività.

Tra i disturbi depressivi più frequenti ci sono il disturbo depressivo maggiore, il disturbo depressivo persistente (distimia), il disturbo disforico premestruale e la depressione post-partum.

I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

I sintomi della depressione sono svariati e per facilitare la loro individuazione li raggruppo in:

  • I vissuti affettivi: generalmente chi soffre di depressione mostra un tono dell’umore basso, una marcata tristezza, angoscia, disperazione, insoddisfazione, senso di vuoto.
  • L’aspetto cognitivo dei pensieri: difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, problemi di memoria, la ruminazione mentale (ovvero pensare continuamente al proprio malessere), autocritica svalutante, pensiero catastrofico, pensiero pessimista, pensieri di morte.
  • Anche molti comportamenti sono caratteristici: l’isolamento sociale, comportamenti passivi, lamentarsi senza mettersi nell’ottica del cambiamento, la riduzione dell’attività sessuale.
  • Infine anche l’aspetto fisico, fisiologico ne risente: perdita o aumento di peso, aumento o diminuzione del sonno (faticare ad addormentarsi o non sentirsi riposati al mattino), mal di testa, palpitazioni o tachicardia, dolori muscolari.

E QUINDI É LA FINE? SI PUÒ USCIRE DALLA DEPRESSIONE?

La depressione è una situazione che non sempre si presenta in maniera chiara o si fa un intervento preventivo. Nonostante sia così diffusa, ancora c’è timore nell’affrontarla e c’è difficoltà nel chiedere aiuto. La terapia per la depressione, sia agli inizi che in una fase più cronica, deve essere altamente personalizzata.

Il percorso prevede un’iniziale fase di consapevolezza dei circoli viziosi e dei pensieri che mantengono e aggravano la malattia con interventi mirati a liberarsene gradualmente ed a riattivare comportamenti e modalità di pensiero più funzionali. Infine, uno degli aspetti critici della depressione è il suo alto tasso di ricadute. Per questo si prevede una particolare attenzione alla vulnerabilità alla ricaduta.