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Vigoressia (Bigoressia): quando il corpo diventa un’ossessione

Vigoressia (Bigoressia): quando il corpo diventa un'ossessione

Specialmente negli ultimi anni, il culto del corpo e dell’allenamento ha assunto un ruolo sempre più centrale nella nostra società. Prendersi cura della propria salute fisica è senza dubbio positivo, ma esiste un confine sottile tra benessere e ossessione. Quando questo limite viene superato, può emergere un disturbo psicologico chiamato vigoressia, o bigoressia.

Come psicoterapeuta (e grande sportivo) è importante chiarire subito un punto: non stiamo parlando di passione per lo sport, ma di una condizione che può compromettere profondamente la qualità della vita, le relazioni e la salute psicofisica.

CAPIAMO MEGLIO DI COSA PARLIAMO

La vigoressia è un disturbo caratterizzato da una percezione distorta del proprio corpo. La persona si vede troppo magra, poco muscolosa o non abbastanza definita, anche quando agli occhi degli altri appare in forma o addirittura molto allenata.

Questo non è un semplice pensiero: diventa una convinzione rigida e persistente. La mente inizia a organizzare tutta la realtà attorno a questa idea. L’allenamento, l’alimentazione e l’aspetto fisico diventano il centro della giornata, spesso a scapito di tutto il resto.

Chi soffre di bigoressia non cerca solo di migliorarsi: cerca di colmare un senso interno di inadeguatezza che non viene mai davvero soddisfatto.

LA VIGORESSIA È UN PROBLEMA ALIMENTARE?

No. O meglio, non direttamente. La bigoressia rientra nei disturbi da dismorfofobia, cioè quelle condizioni in cui una persona è eccessivamente preoccupata per un difetto fisico percepito. Nel caso specifico, il “difetto” riguarda la massa muscolare. Spesso si parla di “anoressia inversa”: mentre chi soffre di anoressia si percepisce in sovrappeso, chi soffre di vigoressia si percepisce sempre troppo piccolo. Una persona che soffre di questa problematica potrebbe anche soffrire di anoressia, bulimia o binge eating.

Questa distorsione percettiva è il cuore del problema. Non è il corpo a essere “sbagliato”, ma il modo in cui viene interpretato dalla mente.

La vigoressia si manifesta attraverso una combinazione di pensieri, emozioni e comportamenti che si rinforzano a vicenda.

Il primo elemento è l’ossessione per l’aspetto fisico. La persona valuta il proprio valore quasi esclusivamente in base al corpo. Guardarsi allo specchio diventa un’attività frequente, spesso accompagnata da insoddisfazione e autocritica.

L’allenamento perde la sua funzione salutare e diventa compulsivo. Non allenarsi genera ansia, senso di colpa o irritabilità. Anche in presenza di dolore o stanchezza, la persona continua ad allenarsi.

L’alimentazione segue regole rigide, spesso estreme. Diete iperproteiche, eliminazione di interi gruppi alimentari e controllo ossessivo delle calorie diventano la norma.

Un aspetto particolarmente delicato è l’uso di sostanze. L’assunzione di integratori può diventare eccessiva, fino ad arrivare all’uso di steroidi anabolizzanti.

Dal punto di vista emotivo, emergono frequentemente ansia, vergogna e una sensazione costante di non essere “abbastanza”. Questo può sfociare in depressione.

DA DOVE NASCE E CHE CONSEGUENZE HA…

Non esiste una causa unica. La vigoressia nasce dall’interazione di diversi fattori.

Dal punto di vista psicologico, spesso troviamo una bassa autostima e un forte bisogno di controllo. Il corpo diventa un modo per sentirsi più sicuri, più adeguati, più “accettabili”.

Il contesto sociale gioca un ruolo importante. I modelli di bellezza maschile proposti dai media e dai social sono sempre più orientati verso fisici ipermuscolosi e definiti. Questo crea standard difficilmente raggiungibili, che alimentano il confronto e l’insoddisfazione.

Dal punto di vista cognitivo, si sviluppano schemi di pensiero rigidi, come: “Se non sono muscoloso, non valgo” oppure “Devo essere perfetto per essere accettato”.

Uno degli aspetti più complessi della vigoressia è che spesso non viene riconosciuta. Molte persone pensano di avere semplicemente disciplina e determinazione. In realtà, la differenza sta nel grado di rigidità e nella sofferenza associata. Alcuni segnali che meritano attenzione sono:

  • Difficoltà a saltare un allenamento senza sentirsi in colpa.
  • Pensieri costanti sul proprio corpo.
  • Insoddisfazione persistente nonostante i risultati.
  • Uso di sostanze per migliorare la performance.
  • Riduzione della vita sociale.

Se questi elementi sono presenti e interferiscono con la qualità della vita, è importante fermarsi e riflettere.

INIZIARE IL CAMBIAMENTO

La buona notizia è che la vigoressia si può trattare efficacemente, soprattutto con un approccio psicoterapeutico. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è uno degli strumenti più efficaci. Il suo obiettivo è aiutare la persona a modificare i pensieri distorti e i comportamenti disfunzionali che mantengono il problema.

In terapia si lavora, prima di tutto, sull’identificazione dei pensieri automatici. Ad esempio: “Se salto un allenamento, perderò massa muscolare”. Questi pensieri vengono messi in discussione e sostituiti con interpretazioni più realistiche.

Un altro aspetto fondamentale è la modifica dei comportamenti. Questo può includere la riduzione graduale dell’allenamento o l’introduzione di momenti di pausa.

La terapia aiuta anche a individuare i “trigger”, cioè le situazioni che attivano l’ossessione, come il confronto sui social o il guardarsi allo specchio in modo compulsivo.

Accanto alla psicoterapia, ci sono alcune azioni concrete che possono aiutare a interrompere il circolo vizioso. È utile iniziare a rendere l’allenamento più flessibile, introducendo giorni di riposo e riducendo la durata delle sessioni. Un altro passo importante è recuperare la dimensione sociale. Tornare a investire tempo in relazioni, hobby e attività piacevoli aiuta a riequilibrare la propria identità.

La domanda chiave da porsi è:
quanto sono libero nelle mie scelte?

Se l’allenamento, la dieta o il controllo del corpo diventano obblighi rigidi, allora non si tratta più di benessere, ma di una gabbia.

DANIELE GREGORIO PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA

Sono uno psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Svolgo le mie sedute sia Online che in presenza a Perugia.
La mia idea di psicologo è di una figura professione capace di adattarsi alle singole richieste, piuttosto che usare un metodo unico uguale per tutti. Il mio approccio ha come obiettivo quello di fornire risultati concreti oltre a strumenti applicabili nella vita di tutti i giorni.